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CHE NATALE E’ SENZA BUCCELLATO?

23Dic

Celebriamo le feste senza sapere più perché. Nell’affanno dei regali da comprare, dell’organizzazione dei viaggi, dei pranzi e delle cene da preparare. Chissà quanti di noi, gustando la cuccìa, assaporando un buccellato, una sfincia di San Giuseppe o un frutto di pasta reale si ricordino più perché quei “cibi dei santi” sono nati. E come attraverso i secoli siano arrivati fino a noi. Ogni preparazione racconta eventi, vicende e riti che affondano nel nostro passato più antico e ci raccontano di bisogni e spiritualità che sarebbe meglio oggi non dimenticare.

UN AMORE A PRIMA VISTA

21Dic

Sono i marchesi Berlingieri i nuovi proprietari del dipinto di donna Franca Florio di Giovanni Boldini, la gemma più preziosa del nucleo di arredi, sculture, ceramiche andati all’asta lo scorso marzo durante la liquidazione dei beni del Grand Hotel Villa Igiea, dove il quadro era esposto dal 2005. Il ritratto della “Stella d’Italia”, come la chiamò il Kaiser Guglielmo II, dell’”Unica”, come la celebrò Gabriele D’Annunzio, due dei tanti potenti che restarono folgorati da donna Franca Florio, moglie di Ignazio, regina della Palermo Felicissima, avvolta in abiti fruscianti e in leggendarie collane di perle lunghe quanto le scappatelle del marito. Bella, elegante, padrona perfetta di quattro lingue, ambasciatrice di una città che sognò per una stagione di essere la capitale economica e mondana d’Italia.

LA CUPOLA PIU’ BELLA DI PALERMO

20Dic

Camminando per la stradina affollata di colori e odori delle bancarelle di Ballarò, s’intravede quella che forse può essere considerata la cupola più bella di Palermo, rivestita da maioliche smaltate, uno dei prodotti più estrosi del barocco siciliano, i cui colori la rendono ancora più visibile da ogni parte della città. Appartiene alla Chiesa del Carmine Maggiore, costruita dai Carmelitani alla fine del XII secolo, distrutta e ricostruita interamente agli inizi del XVII secolo su progetto di mariano Smiriglio. Mostra all’esterno quattro coppie di colonne scanalate di pietra intramezzate da quattro Atlanti in atto di reggere la cupola. All’interno della chiesa, a tre navate, da non perdere l’acquasantiera e le statue gaginesche, gli stucchi del Serpotta e la “Vergine del Carmelo con Sant’Andrea Corsini” dipinta da Pietro Novelli.

TESORI SVELATI: PALAZZO COSTANTINO DI NAPOLI

18Dic

Ci troviamo nel cuore pulsante della città, il centro tradizionale per eccellenza, non solo geografico e simbolico ma anche della sua storia. Perché ai Quattro Canti via Maqueda e corso Vittorio Emanuele si incrociano sotto gli occhi dei re spagnoli e delle quattro sante patrone. Delimitato dal Canto del Mandamento Castellamare e protetto da Sant’Oliva, Palazzo Costantino di Napoli si erge con i suoi ottomila e settecento metri quadrati di stucchi, affreschi, scaloni e saloni settecenteschi, tutti da svelare.

LA VERA FORZA DEL RACCONTO

15Dic

Mimmo Cuticchio è l’anima stessa di un’arte diventata patrimonio dell’umanità. E’ bello ripercorrere la storia di quest’uomo-icona, vedere la sua faccia scavata dalle rughe, la sua barba diventata bianca, adesso che Palermo è stata nominata Capitale della cultura per il 2018. Come se qui, nel suo teatrino di via Bara all’Olivella, abitasse un tassello fondamentale di quell’identità profonda che ha decretato il successo di Palermo tra le altre città candidate. Palermo dell’itinerario Unesco arabo-normanno, Palermo accogliente e multiculturale, Palermo dello sfarzo barocco, Palermo di Serpotta. E Palermo di Mimmo Cuticchio, l’uomo che con il suo cunto ha incantato francesi e americani, spagnoli e russi. Il cunto è così diventato grazie a lui un linguaggio comprensibile a tutti, trasferendo il valore e il senso profondo di un’arte che rischiava di scomparire, l’Opera dei Pupi.

SANTA LUCIA, IL GIORNO DELL’ARANCINA TRA DEVOZIONE E SCORPACCIATE

13Dic

Nel giorno di Santa Lucia da Siracusa, che vorrebbe il digiuno dei devoti, l’eretico è chi non mangia l’arancina. O meglio chi non fa una vera e propria scorpacciata di palle di riso. A Palermo è la giornata dell’odore di fritto nell’aria. Lo senti arrivare fuori dalle rosticcerie, ma anche dalle abitazioni di chi prepara in casa il simbolo della festa. Nel capoluogo siciliano l’arancina sta a Santa Lucia come la colomba sta a Pasqua o come il panettone sta a Natale.

AFFRESCHI, MARMI, STORIE. DOVE ROSALIA DIVENTO’ MONACA: LA CHIESA DEL SS. SALVATORE

30Ott

Un’antica credenza narra che in questa chiesetta normanna, voluta nel 1072 da Roberto il Guiscardo, avessero preso il velo la regina Costanza d’Altavilla, futura madre di Federico II, e la stessa Rosalia, futura santa patrona della città, prima di ritirarsi a vita ermetica. Con l’intento di creare un tempio ancora più sontuoso che si affacciasse sul Cassaro, la chiesa fu demolita e ricostruita prima nel 1528 e successivamente nel 1682, su progetto di Paolo Amato, che realizzò le due cappelle maggiori e adottò il modello di una pianta centrale dodecagonale con cupola ellittica. Parzialmente distrutta da un bombardamento aereo nel 1943 e ristrutturata nel 1959, custodisce stucchi, decorazioni e maestosi affreschi di Vito D’Anna. Oggi viene utilizzata principalmente come auditorium.

LE SANTE DI PALERMO

14Giu

Quante volte siamo passati da Piazza Vigliena, più nota come i “Quattro Canti”? Avete mai fatto caso alle sculture rappresentate nei tre ordini architettonici? Oltre alla rappresentazione allegorica delle quattro stagioni e ai quattro sovrani spagnoli, proprio sul terzo ordine si possono osservare le sculture di quattro donne, le quattro sante protettrici dei quattro mandamenti di città: Agata, Cristina, Ninfa e Oliva. Ma chi erano veramente queste donne, eroine della fede, la cui devozione è andata affievolendosi nel corso dei secoli fino a scomparire del tutto? Donne prima di tutto, in un tempo in cui la figura femminile era fortemente relegata nelle retrovie della società. Eroine e martiri di una società gretta e ottusa che ha fatto pagare con la vita le loro scelte personali in tema di fede. E questo a prescindere dalle leggende e dai racconti mitici che sicuramente hanno avvolto e contornato le loro storie reali. Ma andiamo brevemente a conoscerle più da vicino una per una.

TRA FEDE E TRADIZIONE: DAI SEPOLCRI ALLA PASQUA

13Apr

Pasqua è una delle festività religiose più importanti e sentite in Sicilia che combina i momenti più significativi della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo ai rituali folcloristici, a volte attraverso forme drammatiche e teatrali che spesso si riproducono in espressioni strutturate e complesse, simbolo della rinnovazione totale del cosmo. Ciò che più risalta è la partecipazione attiva della gente che si manifesta non solo nelle processioni e pellegrinaggi, ma anche nell’alternanza di sentimenti tristi per la morte di Cristo a quelli allegri e gioiosi per la sua resurrezione.

IL GIRO DEL MONDO IN DIECI ETTARI DI VERDE: L’ORTO BOTANICO

07Apr

Dieci ettari di estensione, una storia bicentenaria: l’Orto Botanico è il più antico giardino scientifico d’Europa, tra le istituzioni più prestigiose a livello internazionale. Voluto in epoca borbonica da alcuni nobili e studiosi palermitani con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle scienze botaniche nell’interesse della medicina e dell’agricoltura, ospita la flora di tutti i continenti con eccezionali esemplari.

Il complesso, sorto nel 1789 in stile neoclassico (primo esempio in Sicilia), comprende l’edificio centrale, il Ginnasio destinato alle lezioni di botanica, l’erbario, l’alloggio del direttore, e i due corpi laterali del Calidarium e del Tiepidarium.

Negli oltre 10 ettari della sua attuale estensione accoglie una collezione scientifica di oltre 12.000 specie differenti di piante viventi coltivate in piena terra, tutte disposte secondo criteri sistematici (il sistema sessuale di Linneo e quello filogenetico di Engler), si possono ammirare stupendi esemplari  di Ficus Magnolioides, di Dracene, di Aloe, moltissime collezioni di piante esotiche e tante specie di  palme provenienti da tutti i continenti. Inoltre nel suo “herbarium mediterraneum” sono conservate diverse decine di migliaia di piante essiccate che costituiscono un grande patrimonio di interesse scientifico e culturale.

Una passeggiata lungo i viali è un viaggio nella scienza, nell’arte, nella natura.