fbpx

Curiosità

AFFRESCHI, MARMI, STORIE. DOVE ROSALIA DIVENTO’ MONACA: LA CHIESA DEL SS. SALVATORE

30Ott

Un’antica credenza narra che in questa chiesetta normanna, voluta nel 1072 da Roberto il Guiscardo, avessero preso il velo la regina Costanza d’Altavilla, futura madre di Federico II, e la stessa Rosalia, futura santa patrona della città, prima di ritirarsi a vita ermetica. Con l’intento di creare un tempio ancora più sontuoso che si affacciasse sul Cassaro, la chiesa fu demolita e ricostruita prima nel 1528 e successivamente nel 1682, su progetto di Paolo Amato, che realizzò le due cappelle maggiori e adottò il modello di una pianta centrale dodecagonale con cupola ellittica. Parzialmente distrutta da un bombardamento aereo nel 1943 e ristrutturata nel 1959, custodisce stucchi, decorazioni e maestosi affreschi di Vito D’Anna. Oggi viene utilizzata principalmente come auditorium.

LE SANTE DI PALERMO

14Giu

Quante volte siamo passati da Piazza Vigliena, più nota come i “Quattro Canti”? Avete mai fatto caso alle sculture rappresentate nei tre ordini architettonici? Oltre alla rappresentazione allegorica delle quattro stagioni e ai quattro sovrani spagnoli, proprio sul terzo ordine si possono osservare le sculture di quattro donne, le quattro sante protettrici dei quattro mandamenti di città: Agata, Cristina, Ninfa e Oliva. Ma chi erano veramente queste donne, eroine della fede, la cui devozione è andata affievolendosi nel corso dei secoli fino a scomparire del tutto? Donne prima di tutto, in un tempo in cui la figura femminile era fortemente relegata nelle retrovie della società. Eroine e martiri di una società gretta e ottusa che ha fatto pagare con la vita le loro scelte personali in tema di fede. E questo a prescindere dalle leggende e dai racconti mitici che sicuramente hanno avvolto e contornato le loro storie reali. Ma andiamo brevemente a conoscerle più da vicino una per una.

TRA FEDE E TRADIZIONE: DAI SEPOLCRI ALLA PASQUA

13Apr

Pasqua è una delle festività religiose più importanti e sentite in Sicilia che combina i momenti più significativi della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo ai rituali folcloristici, a volte attraverso forme drammatiche e teatrali che spesso si riproducono in espressioni strutturate e complesse, simbolo della rinnovazione totale del cosmo. Ciò che più risalta è la partecipazione attiva della gente che si manifesta non solo nelle processioni e pellegrinaggi, ma anche nell’alternanza di sentimenti tristi per la morte di Cristo a quelli allegri e gioiosi per la sua resurrezione.

I Vespri Siciliani

31Mar

Alla morte di Federico II, il Regno di Sicilia passa in mano ai francesi di Carlo d’Angiò diventando bersaglio della rappresaglia angioina.

E’ il 31 marzo 1282. Il popolo è riunito nella Chiesa dello Spirito Santo per celebrare la funzione del Vespro. Un soldato dell’esercito francese oltraggia una giovane nobildonna mettendole le mani addosso con il pretesto di doverla perquisire. In sua difesa riesce ad intervenire tempestivamente il consorte che, sottraendo la spada al soldato, riesce ad ucciderlo. Da quel momento, ebbe inizio la rivolta, passata alla storia con il nome di Vespri Siciliani, una vera e propria “caccia ai francesi” che dilagò in breve tempo in tutta l’isola, trasformandosi in una carneficina.

Si racconta che i siciliani, per individuare i francesi che si camuffavano fra i popolani, facessero ricorso ad uno stratagemma linguistico, mostrando loro dei ceci («cìciri», in dialetto siciliano) e chiedendo di pronunziarne il nome: quelli che venivano traditi dalla loro pronuncia francese (sciscirì), venivano immediatamente uccisi.

UNA CHIESA A CIELO APERTO, LO SPASIMO

02Feb

Uno dei luoghi più affascinanti della città, la chiesa di Santa Maria dello Spasimo si trova nello storico quartiere dalla Kalsa, uno dei più antichi di Palermo. I lavori iniziarono nel 1509, ma non furono mai conclusi. Alcuni anni più tardi si rese necessario il consolidamento dei sistemi di difesa della città. Vennero costruite nuove cinte murarie e, attorno alla chiesa, nel 1537 venne fatto scavare un fossato proprio laddove doveva sorgere il convento. Nel 1569 il Senato di Palermo acquistò il complesso per esigenze militari e i monaci vennero fatti trasferire altrove.

IL VINO DEI VULCANI: LA MALVASIA DELLE LIPARI

31Gen

Vino dorato dai riflessi ambrati e dal sapore delicatamente dolce quasi mielato, la malvasia fu detta “nettare degli dei”. Il vitigno malvasia viene importato dai primi colonizzatori greci intorno al 588 a.C. nell’isola di Salina, dove il terreno di origine vulcanica ben arieggiato e ventilato è posto a trecento metri sul livello del mare. Il nome deriva da un porto del Peloponneso, Monemvasia, scalo di grande importanza per le rotte commerciali tra Oriente e Occidente e per questo lungamente conteso tra Cinquecento e Seicento da Turchi e Veneziani.

NEL MANIERO DEGLI SVEVI: PALAZZO CONTE FEDERICO

25Gen

A pochi passi da Palazzo Reale e dalla Cattedrale sorge lo storico Palazzo Conte Federico, uno dei più antichi e prestigiosi edifici di Palermo. Ubicato tra Via dei Biscottari e Piazza Conte Federico dentro le primitive mura della città, è un luogo pieno di fascino in cui vi aleggia un’atmosfera misteriosa: dalle mura puniche, alla Torre di Scrigno, alla massonica Galleria del Ballo, rappresenta una delle più belle testimonianze della vita aristocratica palermitana.

LA PRIMA SINAGOGA EBRAICA A PALERMO

20Gen

La comunità ebraica, presente già dall’epoca romana, fu una delle più consistenti in Sicilia. Stando ad alcune fonti storiche, nel 1172 Palermo contava già ottomila semiti residenti, molti dei quali, ricchi e influenti, erano occupati nell’industria della seta e in quella della pesca e possedevano interi edifici. Erano inoltre attivi come prestatori di denaro e particolarmente famosi come medici, sebbene in alcuni periodi fosse stata loro vietato di esercitare questa professione nei confronti dei cristiani.

LA CHIESA DELLA GANCIA E LA BUCA DELLA SALVEZZA

16Gen

All’interno del quartiere arabo della Kalsa, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, meglio conosciuta col nome di “Gancia”, ossia ospizio per malati e forestieri, è un complesso architettonico risalente al 1490 ed edificata dai frati francescani. Nel corso dei secoli ha subìto numerosi interventi che ne hanno modificato l’aspetto, soprattutto al suo interno.