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Gastronomia

LA NASCITA DEL CANNOLO TRA STORIA E LEGGENDA

25Gen

Secondo una leggenda la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a Caltanissetta, “Kalt El Nissa”, in arabo “Castello delle donne”, a quei tempi sede di numerosi harem di emiri saraceni.
L’odierno cannolo siciliano avrebbe dunque antiche origini, anche se nei secoli ha subìto diverse trasformazioni, e il suo antenato potrebbe essere stato un dolce a forma di banana, ripieno di ricotta mandorle e miele.

CHE NATALE E’ SENZA BUCCELLATO?

23Dic

Celebriamo le feste senza sapere più perché. Nell’affanno dei regali da comprare, dell’organizzazione dei viaggi, dei pranzi e delle cene da preparare. Chissà quanti di noi, gustando la cuccìa, assaporando un buccellato, una sfincia di San Giuseppe o un frutto di pasta reale si ricordino più perché quei “cibi dei santi” sono nati. E come attraverso i secoli siano arrivati fino a noi. Ogni preparazione racconta eventi, vicende e riti che affondano nel nostro passato più antico e ci raccontano di bisogni e spiritualità che sarebbe meglio oggi non dimenticare.

SANTA LUCIA, IL GIORNO DELL’ARANCINA TRA DEVOZIONE E SCORPACCIATE

13Dic

Nel giorno di Santa Lucia da Siracusa, che vorrebbe il digiuno dei devoti, l’eretico è chi non mangia l’arancina. O meglio chi non fa una vera e propria scorpacciata di palle di riso. A Palermo è la giornata dell’odore di fritto nell’aria. Lo senti arrivare fuori dalle rosticcerie, ma anche dalle abitazioni di chi prepara in casa il simbolo della festa. Nel capoluogo siciliano l’arancina sta a Santa Lucia come la colomba sta a Pasqua o come il panettone sta a Natale.

TRA FEDE E TRADIZIONE: DAI SEPOLCRI ALLA PASQUA

13Apr

Pasqua è una delle festività religiose più importanti e sentite in Sicilia che combina i momenti più significativi della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo ai rituali folcloristici, a volte attraverso forme drammatiche e teatrali che spesso si riproducono in espressioni strutturate e complesse, simbolo della rinnovazione totale del cosmo. Ciò che più risalta è la partecipazione attiva della gente che si manifesta non solo nelle processioni e pellegrinaggi, ma anche nell’alternanza di sentimenti tristi per la morte di Cristo a quelli allegri e gioiosi per la sua resurrezione.

IL VINO DEI VULCANI: LA MALVASIA DELLE LIPARI

31Gen

Vino dorato dai riflessi ambrati e dal sapore delicatamente dolce quasi mielato, la malvasia fu detta “nettare degli dei”. Il vitigno malvasia viene importato dai primi colonizzatori greci intorno al 588 a.C. nell’isola di Salina, dove il terreno di origine vulcanica ben arieggiato e ventilato è posto a trecento metri sul livello del mare. Il nome deriva da un porto del Peloponneso, Monemvasia, scalo di grande importanza per le rotte commerciali tra Oriente e Occidente e per questo lungamente conteso tra Cinquecento e Seicento da Turchi e Veneziani.

SICILIA PATRIMONIO DELL’UMANITA’

18Gen

Palermo arabo-normanna con il duomo di Cefalù e quello di Monreale, il Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento, l’Etna, la Villa Romana del Casale, le città barocche del Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa e le Necropoli ruprestri di Pantalica, insieme alla Dieta Mediterranea e all’Opera dei Pupi sono i beni che l’UNESCO ha riconosciuto come eredità culturale mondiale, facendo della Sicilia stessa “patrimonio culturale dell’umanità”.

PALERMO E LO STREET FOOD: STIGGHIOLE E SFINCIONE

13Gen

Quello che unisce l’uomo al cibo è uno dei legami  più antichi, inteso non solo come bisogno fisiologico ma anche e soprattutto come percorso sensoriale di riconoscimento e affermazione della propria identità culturale: se è vero che “l’uomo è ciò che mangia”, è ancor più vero che mangia ciò che è, ossia alimenti totalmente ripieni della sua cultura. Capitale europea dello street food e quinta al mondo nella classifica Forbes, Palermo ha recentemente ospitato il primo Festival Internazionale del Cibo di strada. Tra bancarelle e venditori ambulanti di pani ca’ meusa, arancine, panelle e crocchè vi potrebbe capitare di imbattervi in altre specialità gastronomiche del territorio locale.

L’ESTATE DI SAN MARTINO

10Nov

“A San Martino ogni mustu è vinu”.

L’11 novembre, giorno in cui in Italia si celebra la maturazione del vino nuovo, è anche ricordato come il giorno di San Martino, protettore dei viandanti e dei pellegrini. Secondo la leggenda nel rigido inverno del 335, Martino vescovo di Tours, incontrò un viandante seminudo sofferente per il gelo, e decise così di donare metà del suo mantello al pover’ uomo. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. Per questo motivo, questo periodo è chiamato anche estate di San Martino, quando accade che la temperatura si faccia più mite.

LA FRUTTA MARTORANA

21Ott

In italiano è chiamata marzapane e la ricetta, risalente al XIV secolo, in realtà è di origine araba.

Il “marzaban” era una scatola di legno che veniva utilizzata per diversi usi, tra cui conservare la corrispondenza, documenti importanti o più frequentemente veniva usata per spedire dolci preparati con farina, pasta di mandorle e altri ingredienti, che presero presto il nome di marzapane.

IL RE DELLE TAVOLE ESTIVE: IL GELO DI MELONE

24Ago

L’estate sta finendo ma il tempo per parlare di dolci non è mai abbastanza!

C’è chi sostiene che le origini di questo dolce siano albanesi, portato dagli Arberesch che si stanziarono in Sicilia dove ancora oggi risiedono, mantenendo usi e costumi della loro terra natia. C’è invece chi è più propenso a credere che questa golosità risalga al tempo della dominazione araba in Sicilia, per gli aromi del cioccolato, del pistacchio, del gelsomino e della cannella.