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IL GIRO DEL MONDO IN DIECI ETTARI DI VERDE: L’ORTO BOTANICO

07Apr

Dieci ettari di estensione, una storia bicentenaria: l’Orto Botanico è il più antico giardino scientifico d’Europa, tra le istituzioni più prestigiose a livello internazionale. Voluto in epoca borbonica da alcuni nobili e studiosi palermitani con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo delle scienze botaniche nell’interesse della medicina e dell’agricoltura, ospita la flora di tutti i continenti con eccezionali esemplari.

Il complesso, sorto nel 1789 in stile neoclassico (primo esempio in Sicilia), comprende l’edificio centrale, il Ginnasio destinato alle lezioni di botanica, l’erbario, l’alloggio del direttore, e i due corpi laterali del Calidarium e del Tiepidarium.

Negli oltre 10 ettari della sua attuale estensione accoglie una collezione scientifica di oltre 12.000 specie differenti di piante viventi coltivate in piena terra, tutte disposte secondo criteri sistematici (il sistema sessuale di Linneo e quello filogenetico di Engler), si possono ammirare stupendi esemplari  di Ficus Magnolioides, di Dracene, di Aloe, moltissime collezioni di piante esotiche e tante specie di  palme provenienti da tutti i continenti. Inoltre nel suo “herbarium mediterraneum” sono conservate diverse decine di migliaia di piante essiccate che costituiscono un grande patrimonio di interesse scientifico e culturale.

Una passeggiata lungo i viali è un viaggio nella scienza, nell’arte, nella natura.

SICILIA PATRIMONIO DELL’UMANITA’

18Gen

Palermo arabo-normanna con il duomo di Cefalù e quello di Monreale, il Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento, l’Etna, la Villa Romana del Casale, le città barocche del Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa e le Necropoli ruprestri di Pantalica, insieme alla Dieta Mediterranea e all’Opera dei Pupi sono i beni che l’UNESCO ha riconosciuto come eredità culturale mondiale, facendo della Sicilia stessa “patrimonio culturale dell’umanità”.

LA REAL CASINA CINESE

09Gen

Nel 1798 il re Ferdinando di Borbone, cacciato da Napoli dalla Rivoluzione Partenopea, si rifugiò con la famiglia reale e la sua corte a Palermo. Amante della caccia e della natura, elesse come sua dimora un piccolo edificio in stile orientaleggiante all’interno del Real Parco della Favorita, riserva di caccia e luogo di diletto della corte borbonica. La tenuta però non era dedicata esclusivamente agli svaghi del re e della nobiltà, ma vi furono impiantate dal re stesso estese coltivazioni di agrumi ed altri alberi per dedicarsi alle sperimentazioni agricole.