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Tradizioni

SICILIA PATRIMONIO DELL’UMANITA’

18Gen

Palermo arabo-normanna con il duomo di Cefalù e quello di Monreale, il Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento, l’Etna, la Villa Romana del Casale, le città barocche del Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa e le Necropoli ruprestri di Pantalica, insieme alla Dieta Mediterranea e all’Opera dei Pupi sono i beni che l’UNESCO ha riconosciuto come eredità culturale mondiale, facendo della Sicilia stessa “patrimonio culturale dell’umanità”.

PALERMO E LO STREET FOOD: STIGGHIOLE E SFINCIONE

13Gen

Quello che unisce l’uomo al cibo è uno dei legami  più antichi, inteso non solo come bisogno fisiologico ma anche e soprattutto come percorso sensoriale di riconoscimento e affermazione della propria identità culturale: se è vero che “l’uomo è ciò che mangia”, è ancor più vero che mangia ciò che è, ossia alimenti totalmente ripieni della sua cultura. Capitale europea dello street food e quinta al mondo nella classifica Forbes, Palermo ha recentemente ospitato il primo Festival Internazionale del Cibo di strada. Tra bancarelle e venditori ambulanti di pani ca’ meusa, arancine, panelle e crocchè vi potrebbe capitare di imbattervi in altre specialità gastronomiche del territorio locale.

L’ESTATE DI SAN MARTINO

10Nov

“A San Martino ogni mustu è vinu”.

L’11 novembre, giorno in cui in Italia si celebra la maturazione del vino nuovo, è anche ricordato come il giorno di San Martino, protettore dei viandanti e dei pellegrini. Secondo la leggenda nel rigido inverno del 335, Martino vescovo di Tours, incontrò un viandante seminudo sofferente per il gelo, e decise così di donare metà del suo mantello al pover’ uomo. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. Per questo motivo, questo periodo è chiamato anche estate di San Martino, quando accade che la temperatura si faccia più mite.

LA FRUTTA MARTORANA

21Ott

In italiano è chiamata marzapane e la ricetta, risalente al XIV secolo, in realtà è di origine araba.

Il “marzaban” era una scatola di legno che veniva utilizzata per diversi usi, tra cui conservare la corrispondenza, documenti importanti o più frequentemente veniva usata per spedire dolci preparati con farina, pasta di mandorle e altri ingredienti, che presero presto il nome di marzapane.

VIVA PALERMO E VIVA SANTA ROSALIA!

04Set

Così i palermitani più devoti invocano la loro Santuzza nel giorno più atteso dell’anno dopo il festino del 15 luglio.

Ma chi era veramente Rosalia? Molte sono le leggende legate alla sua vita, probabilmente la più amata è quella che riguarda un fantasioso albero genealogico che farebbe discendere la sua famiglia al casato di Carlo Magno.

IL MUSEO DELLE MARIONETTE E L’OPERA DEI PUPI

26Ago

Dichiarata dall’Unesco “patrimonio immateriale e orale dell’Umanità”, l’Opera dei Pupi rivive a Palermo non solo grazie ai laboratori teatrali della storica famiglia Cuticchio, ma grazie anche al museo ad essa dedicato, il Museo Internazionale delle Marionette fondato da Antonio Pasqualino, insigne antropologo e cultore della storia e delle tradizioni popolari. Un museo prezioso per la storia della Sicilia in cui poter ammirare una ricca collezione di marionette e burattini provenienti da diversi paesi del mondo per rivivere la storia e le tradizioni di antiche culture.

Ma guai a confondere marionette e burattini!

ACQUA E ZAMMU’: UN ANTICO RITUALE DISSETANTE

09Ago

Tra la metà dell’ottocento e il novecento inoltrato, a Palermo si assiste ad una moltiplicazione di chioschi e padiglioni. Nati come punti di ritrovo, queste specifiche “botteghe” vendevano unicamente bevande ristoratrici sfuse come le bibite di sciroppi naturali, limonate e spremute di agrumi. Ma il prodotto principale era l’acqua fresca, il più delle volte aromatizzata da una nuvoletta biancastra alcolica ricavata dalla macerazione dei semi di anice, meglio conosciuta dai palermitani con il nome di “acqua e zammù”.

“Babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari”

14Lug

Babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari” (lumache da mangiare e donne da baciare non saziano mai!). Così recita uno dei proverbi siciliani dedicato alle regine della tavola palermitana: le lumache.

L’origine della parola babbaluci deriva dall’arabo babush (lumaca) per la somiglianza del loro involucro alla forma delle scarpe orientali con la punta rivolta verso l’alto. Ancora oggi in siciliano le babusce sono le classiche pantofole. Le lumache  si possono comprare al mercato, oppure ricercarle nelle campagne o fra i rami rinsecchiti facili da trovare in Sicilia, soprattutto durante la calura estiva.

Santa Rosalia

08Lug

Palermo è Rosalia, Rosalia è Palermo!

Così gridava il popolo in sua devozione per aver liberato la città dalla peste nel 1624. Una devozione che, tra realtà storica e alone leggendario, si è trasformata nel tempo in qualcosa di più profondo e mistico. Il 4 settembre è la data della sua nascita e tutta la città festeggia la sua “Santuzza” percorrendo in pellegrinaggio l’antica strada che conduce a Monte Pellegrino. Ma a noi Palermitani piacciono le feste, specie se coinvolgono tutta la città. Ecco perché anche il 15 luglio celebriamo la nostra Patrona con il Festino per commemorare il ritrovamento delle sue ossa: una festa religiosa ma al tempo stesso un evento folkloristico in cui si fondono tradizione e innovazione, passato e presente, tra musiche, rappresentazioni, sfilate e giochi artificiali finali.