fbpx

BLOG

LA PRIMA SINAGOGA EBRAICA A PALERMO

20Gen

La comunità ebraica, presente già dall’epoca romana, fu una delle più consistenti in Sicilia. Stando ad alcune fonti storiche, nel 1172 Palermo contava già ottomila semiti residenti, molti dei quali, ricchi e influenti, erano occupati nell’industria della seta e in quella della pesca e possedevano interi edifici. Erano inoltre attivi come prestatori di denaro e particolarmente famosi come medici, sebbene in alcuni periodi fosse stata loro vietato di esercitare questa professione nei confronti dei cristiani.

Nei periodi arabo, normanno e svevo, conobbero una relativa prosperità e il loro numero aumentò. Si presume che nel 1492 gli ebrei in Sicilia fossero circa 30.000, quasi il 5% della popolazione totale, allora composta da circa 600.000 abitanti. Essi rimasero fino al 1492, quando Re Ferdinando “il cattolico” emanò l’editto che prevedeva la loro espulsione da tutti i territori sottoposti al dominio spagnolo, cancellando pertanto storia e tradizioni di un popolo che costituiva una componente fondamentale per la vita dell’isola basata sulla forza economica.

A più di cinquecento anni dalla loro espulsione, gli ebrei torneranno finalmente ad avere una sinagoga a Palermo. Un luogo di culto aprirà presso l’Oratorio di Santa Maria del Sabato, una piccola chiesa da tempo inutilizzata per le celebrazioni liturgiche, che sorge proprio nella zona dove un tempo si trovavano gli antichi quartieri ebraici della Guzzetta e della Meschita. Idea che si inserisce in un concetto più ampio di dialogo e interculturalità che a Palermo vede una grande sintonia tra la comunità cattolica e le altre comunità religiose.

Il riferimento al sabato nel nome della chiesa è dovuto semplicemente al fatto che i confratelli di quell’oratorio raccoglievano proprio di sabato le offerte per la comunità. Non c’è dunque un legame diretto con la presenza ebraica precedente. Ma è ugualmente interessante che nella sua storia questo luogo abbia mantenuto un nome che evoca lo shabbat.

LASCIA UN COMMENTO