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LA REAL CASINA CINESE

09Gen

Nel 1798 il re Ferdinando di Borbone, cacciato da Napoli dalla Rivoluzione Partenopea, si rifugiò con la famiglia reale e la sua corte a Palermo. Amante della caccia e della natura, elesse come sua dimora un piccolo edificio in stile orientaleggiante all’interno del Real Parco della Favorita, riserva di caccia e luogo di diletto della corte borbonica. La tenuta però non era dedicata esclusivamente agli svaghi del re e della nobiltà, ma vi furono impiantate dal re stesso estese coltivazioni di agrumi ed altri alberi per dedicarsi alle sperimentazioni agricole.

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Realizzata nel 1799 dal celebre architetto Venanzio Marvuglia, la Casina Cinese presenta curiosi elementi: il tetto a pagoda, sorretto da un tamburo ottagonale e affiancato da due terrazze decorate da travi in legno intagliato; le scale elicoidali; il portico con archi ogivali. L’intero edificio è decorato, sia esternamente che internamente, con tempere e affreschi che ripropongono soggetti orientaleggianti tipici della moda dell’epoca e dall’acceso cromatismo. Il seminterrato era destinato al ricevimento, con la sala da ballo e la saletta delle udienze, mentre nei piani superiori si trovavano le dimore private: al primo piano l’appartamento privato del re, il salone e la sala da pranzo con l’ingegnosa “tavola matematica” del Marvuglia, un meccanismo ligneo che permetteva il “saliscendi” dei piatti nelle cucine sottostanti evitando così la presenza della servitù. tavola-matematica

Al secondo piano si trovava l’appartamento della Regina Maria Carolina ed infine all’ultimo livello la Sala dei Venti coperta a pagoda. Curiosa è anche la cancellata voluta dallo stesso Marvuglia e decorata da piccoli sonagli e campanellini che, suonando al vento, incrementavano il fascino di questa particolare costruzione.

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