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LE SANTE DI PALERMO

14Giu

Quante volte siamo passati da Piazza Vigliena, più nota come i “Quattro Canti”? Avete mai fatto caso alle sculture rappresentate nei tre ordini architettonici? Oltre alla rappresentazione allegorica delle quattro stagioni e ai quattro sovrani spagnoli, proprio sul terzo ordine si possono osservare le sculture di quattro donne, le quattro sante protettrici dei quattro mandamenti di città: Agata, Cristina, Ninfa e Oliva. Ma chi erano veramente queste donne, eroine della fede, la cui devozione è andata affievolendosi nel corso dei secoli fino a scomparire del tutto? Donne prima di tutto, in un tempo in cui la figura femminile era fortemente relegata nelle retrovie della società. Eroine e martiri di una società gretta e ottusa che ha fatto pagare con la vita le loro scelte personali in tema di fede. E questo a prescindere dalle leggende e dai racconti mitici che sicuramente hanno avvolto e contornato le loro storie reali. Ma andiamo brevemente a conoscerle più da vicino una per una.

Sant’Agata – Patrona di Catania, visse dal 230 al 5 Febbraio del 251, quando moriva agonizzante per le torture subite, l’asportazione dei seni con tenaglie e il rogo sui carboni ardenti. Crudeltà a cui sarebbe stata sottoposta per ordine di un prefetto romano che se ne era invaghita e una volta rifiutato l’avrebbe denunciata come cristiana, fatta arrestare e consegnata agli aguzzini. Il rogo che la uccise non bruciò il suo velo rosso. L’anno seguente una eruzione dell’Etna minacciava la città e i catanesi portarono in processione il velo miracoloso fermando la lava. Processione che fu ripetuta con successo tutte le volte che le eruzioni mettevano in pericolo la città.  Si festeggia il 5 febbraio. Gli attributi principali sono le tenaglie e il piatto con i seni tagliati.

Santa Cristina – Secondo la tradizione fu martirizzata sotto l’imperatore Diocleziano, intorno all’anno 304. Anche lei perseguitata a causa della sua fede cristiana e rinchiusa in una torre dove subì infiniti supplizi da parte del padre. La leggenda narra che una volta arrestata, fu flagellata e posta su una ruota infuocata ma guarì miracolosamente. Le fu allora legata una corda al collo con una ruota di pietra e gettata nel lago di Bolsena, ma la ruota iniziò a galleggiare. Dopo ulteriori torture indicibili da cui guariva miracolosamente, morì trafitta da due frecce. Si festeggia il 24 luglio. I simboli che la rappresentano sono la palma del martirio e le due frecce.

Santa Ninfa – Secondo la tradizione sarebbe nata a Palermo al tempo di Costantino. Figlia di un prefetto che la fece imprigionare e torturare ferocemente per essersi convertita al cristianesimo. L’intervento miracoloso di un angelo la liberò e la portò vicino Roma dove morì di stenti e fu sepolta. Gli abitanti del luogo, durante un periodo di siccità, pregarono la santa di intercedere affinché piovesse. Si verificò il tanto desiderato miracolo e i fedeli cominciarono a venerarla come una santa. Si festeggia il 10 novembre. Il suo simbolo è una coppa con le fiamme.

Sant’Oliva – Le vicende che narrano di questa santa sono ancora oggi avvolte nel mistero. Sarebbe nata a Palermo nel 448 da una famiglia che, contraria alla sua fede cristiana, l’avrebbe costretta all’esilio a Tunisi, dove sarebbe stata sottoposta a varie torture e abbandonata nel deserto. Sopravvissuta ad animali feroci, dopo vari supplizi sarebbe stata decapitata. La sua festa si celebra il 10 giugno. Il suo simbolo è un ramo di ulivo.

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