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SICILIA PATRIMONIO DELL’UMANITA’

18Gen

Palermo arabo-normanna con il duomo di Cefalù e quello di Monreale, il Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento, l’Etna, la Villa Romana del Casale, le città barocche del Val di Noto, le Isole Eolie, Siracusa e le Necropoli ruprestri di Pantalica, insieme alla Dieta Mediterranea e all’Opera dei Pupi sono i beni che l’UNESCO ha riconosciuto come eredità culturale mondiale, facendo della Sicilia stessa “patrimonio culturale dell’umanità”.

monreale

Ma la valorizzazione dell’identità culturale, la conservazione del paesaggio e la qualità dell’ambiente non possono limitarsi alla protezione passiva, ma richiedono un impegno maggiore (politico, culturale e tecnico) in modo da considerarli come beni collettivi, generatori di valore collettivo e non solo attrattori per i turisti. La Sicilia diventa pertanto un laboratorio di idee, dove i siti della World Heritage List richiedono e pretendono modelli di gestione efficienti: nuove politiche culturali e urbanistiche, nuovi modi abitare e di vivere il territorio, a partire dalla pedonalizzazione dei centri storici, un’adeguata qualità dello spazio pubblico come occasione di incontro, una fruizione turistica più rispettosa dei luoghi.

Ci viene offerta pertanto l’occasione per proporre una nuova concezione di meridionalismo fondato sulla qualità e non sulla rivendicazione, più consapevole, responsabile e civico in cui prevalgano la conservazione delle risorse culturali, la sostenibilità ambientale, la cura dell’identità e la valorizzazione del territorio.

La speranza ha due bellissimi figli – scriveva Neruda – lo sdegno e il coraggio: lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”. Questo ci urlano i siti Unesco, di avere il coraggio di cambiare la Sicilia attraverso la forza della loro bellezza.

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